In questi ultimi giorni, come nel resto degli ultimi anni si sta parlando con sempre più fervore delle conseguenze che la privatizzazione delle organizzazioni/enti statali potrebbero avere sull’economia ponendo particolare accento sui benefici che queste decisioni accompagnerebbero.
Ma qual’è la realtà dei fatti?
A quali costi? O meglio chi ne supporterà i costi?
Le ultime applicazioni di queste strategie hanno posto alla base teorie di assorbimeto oneri/cessione attività che avrebbero fatto rigirare lo stesso Smith investendo a garanzia di investimenti in acquisizioni promesse di ritorni economici programmati (ma non garantiti!).
Sarebbe bello anche per noi “comuni individui” poter acquistare beni immobili, macchine e tutto quello che può essere inteso come investimento ponendo a garanzia promesse, ma per qualche strana ragione mai nessuno ce ne concede la possibilità: dicono non siano “garanzie certe“… (chissà perchè?)
Alitalia sono ormai mesi che ha bandito la gara per l’acquisizione delle Sue quote, ma tutti sembran spaventati non tanto dai debiti e dalla crisi in cui l’azienda si ritrova ad essere per l’ennesima volta… ma da un’altro scoglio: l’esubero dei dipendenti! Infatti, per anni e anni l’Azienda si è sempre contraddistinta per la sua capacità di assumere ed integrare personale senza aver effettivamente bisogno di inserirlo con conseguenti problematiche derivanti da un sovrappiù di personale che, come ben si sa avviene nelle aziende pubbliche, una volta “dentro” non “uscirà più”.
Nel 2006 questo ha portato al formarsi di condizioni: più Player si sono dimostrati interessati all’acquisire Alitalia, ma solo al patto che lo Stato si occupi della qestione “dipendenti”. As to say, noi ci prendiamo la parte tangibile e profittevole dell’azienda che gestiremo. Tu, Stato, ti sorbisci gli oneri dati dallo smistamento del personale in sovrappiù e dall’antagonismo che ti riserverai di gestire nei confronti dei medesimi.
A oggi, Maggio 2007, il governo di sinistra ha deciso di dare una mano ad ampliare il problema recando a Sua volta più danni al sistema che benefici:
ad esaminare il punto fondamentale questione posti di lavoro:
Chi accetterà di acquisire la compagnia dovrà garantire il mantenimento di posti di lavoro (20mln di Euro)
Secondo punto fondamentale? Mantenere l’Italianità del Brand.
Detto questo, siamo sicuri che a queste condizioni riusciremo ad ampliare il mercato e soprattutto a renderLa finalmente competitiva?
Attenzione a questo punto: la non competitività, non sarà più frenata da sussidi a fondi perduti di carattere statale (a meno che non si conceda per altri motivi), ma dovranno direttamente essere gestite dall’azienda in primis, la quale dovrà affrontare una minor competitività con una diminuzione degli introiti.
La trasformerà insomma in una pseudo-reale azienda con pseudo-reali problematiche da affrontare e risolvere per sopravvivere.
Staremo a vedere a quali condizioni verrà regal….. Venduta
Porgo comunque un’omaggio al nostro Bel Paese e alla Storia dell’Alitalia:
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