Come insegna Doc. Wikipedia, l’Innovazione è
L’implementazione di un prodotto nuovo o significativamente migliorato (sia esso un bene o un servizio), o di un processo, un nuovo metodo di marketing o un nuovo metodo organizzativo in ambito di business, luogo di lavoro o relazioni esterne.
Ok, ok, ma chi la spinge davvero?
Chi non si è mai sentito geniale nel vedere esauditi i propri desideri dopo mesi passati a pensare a quanto sarebbe stato bello avere un iPod che capisse da solo che tipo di musica avessimo voglia di ascoltare senza farci impazzire con lo zapping sfrenato da Mp3? Chi un anno fa non ha mai pensato che sarebbe stato carino (inutile…ma carino) avere un telefonino che avesse un sensore di movimento e adattasse l’orinetamento del display di conseguenza? E poi eccoci sorpresi dall’iPhone e da altri similari…
E allora? Sono le aziende che leggono nei nostri pensieri, o forse sono proprio i nostri bisogni e il nostro manifestarli palesemente (anche quando sono ridicoli) a smuovere le aziende e a realizzare prodotti che siano appetibili per il mercato e per il consumatore?
Come avviene la raccolta di feedback, l’analisi dei bisogni e l’implementazione del prodotto varia poi da azienda ad azienda seguendo modelli di business activity/organization che tengono presente costo e mercato di sbocco.
Il prezzo dell’innovazione infatti non può basarsi esclusivamente sull’analisi dei costi come tutti ci insegnano da tempo, spesso è il mercato a decidere quanto lo deve pagare e quanto deve costare al produttore. Quasi tutta la catena è già completa nella mente del consumatore (inconsciamente talvolta) nel momento in cui il produttore si accorge che ora di innovare.
Di fatto l’innovazione non è mai perfettamente on-time, è piuttosto condizione necessaria e sufficente per il mantenimento di quote di mercato, dei propri partners e addirittura fondamentale per la stessa sopravvivenza della Corporate.
A seguire una breve analisi del fenomeno dell’Innovazione attraverso una brillante presentazione a cura di Luca de Biase
Un cocktail di soluzioni per il marketing più innovativo ricco di contorni a base di casi aziendali, analisi, advertising e molto molto altro ancora
DOMERASMUS
dicembre 3rd, 2008 at 10:31
Interessante, letta fino in fondo…
Ma:
1) il budget è importante
2) le PMI, purtroppo, lavorano soltanto nel breve periodo, perchè hanno un’ottica prettamente commerciale
(non si sopravvive se non si vende per un mese)
3) Ogni azione deve portare un RITORNO in termini di DENARO (purtroppo), ma si possono fare soldi con tanti strumenti attualmente…