Il Ciclo di Vita del Prodotto - CVP (altrimenti detto Product Lifecycle Management-PLM) è da sempre stato posto alle basi delle analisi manageriali all’interno delle aziende di ogni genere di dimensione. 

Di per sè capire le caratteristiche del proprio prodotto e poter in qualche modo prevedere come e per quanto tempo il mercato ne apprezzerà le qualità è di fatto strategicamente importante. 

Vero anche che l’analisi CVP non tiene conto di troppe informazioni che sono di per sè critiche per valutare correttamente previsioni di sviluppo e di investimento. 

In particolare la curva non tiene conto delle motivazioni alla base delle vendite e delle strategie della concorrenza che possono essere soggette a variazioni nel tempo. 

La curva assume per definizione un andamento facilmente approssimabile a quello qui sotto riproposto:

Ma questo è davvero sempre valido? A ogni nostro prodotto, coccolato e personalizzato per ciascun utente spetta questo arduo destino? E se si, perchè in alcuni casi questa “fine” arriva prima rispetto ad altri prodotti della concorrenza? 

Se prendiamo il prodotto Tide di P&G vedremo che sorprendentemente ha brillantemente superato il suo 50° anno di vita dopo la sua introduzione nel mercato nel 1947. Come mai un prodotto tanto comune e con un mercato tanto aggressivo è riuscito a sopravvivere e anzi essere tra i più venduti e conosciuti al mondo? 

Procter & Gamble, con uno studio sempre aggiornato e coerente con l’ambiente e periodo, è riuscita sapientemente a “traslare” la curva PLM facendo coincidere ciascun periodo di “stallo” con una rinascita del prodotto. Che poi questa fosse semplicemente un’attività di marketing o di comunicazione non importava gran che. Nell’arco della sua vita, Tide è riuscito a rinnovarsi ben 55 volte adattandosi volta per volta alle nuove esigenze, al “nuovo” e mutato “mercato” e infine introducendo delle migliorie e varianti al prodotto. 

Estensione del ciclo di vita del prodotto

Qual’è il risultato? Semplice, una curva che non prevede in tempi brevi un declino a che anzi stimola l’azienda nell’investire nello stesso prodotto eleggendolo a bandiera della propria nicchia e incoraggia soprattutto il consumatore a non voler cambiare per “qualcosa di diverso”, perchè il loro preferito è in grado di seguirli passo passo senza mai lasciarli in disparte o senza considerarli come meriterebbero. 

 

 

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