Google e Nasa creano la prima “Università della Singolarità” guidata dall’inventore e informatico Raymond Kurzweil (NYC – 12 febbraio 1948).
Quesa organizzazione avrà come base e punto di partenza la dottrina futurista della singolarità tecnologica:
“La singolarità tecnologica è un punto, previsto nello sviluppo di una civilizzazione, dove il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani moderni. La Singolarità può, più specificamente, riferirsi all’avvento di una intelligenza superiore a quella umana, e ai progressi tecnologici che, a cascata, si presume seguirebbero, salvo un importante aumento artificiale delle facoltà intellettive di ciascun individuo” (Wikipedia)
L’obiettivo quindi? Investire nell’addestramento dei “futurologi” che siano pronti a realizzare una prospettiva di mondo in cui le macchine saranno più intelligenti dell’uomo.
Il punto di arrivo sarà la cosiddetta Convergenza Tecnologica in cui i calcolatori dotati di intelligenza avranno l’arduo compito di risolvere problemi al momento irrisolvibili per la mente umana a causa dei vincoli della capacità umana. La teoria statistica di I.J. Good dice infatti che una “macchina ultraintelligente potrebbe (in teoria) essere in grado di progettare macchine sempre migliori riuscendo addirittura a interpretare e apportare migliorie. Questo porterebbe a un’esplosione di intelligenza che lascerebbe indietro quella umana di un fattore n. La macchina ultraintelligente sarà di fatto l’ultima invenzione che l’uomo sarà in grado di compiere in autonomia”.
L’Istituto si chiamerà “Singularity University” e sorgerà proprio nella pop-uppiana Sylicon Valley e si ispirerà nell’organizzare le attività di studio all’Università Spaziale internazionale di Strasburgo basata su apprendimenti interdisciplini e multi-culturali.
La mia perplessità, nonostrante io sia una totale sostenitrice del progresso tecnologico, è se tutto questo sia “Sano”. Sano non in termini di etica, ma più che altro “Sano” per il nostro stesso destino. Già, di fatto, stiamo contribuendo noi stessi a innalzare un muro tra gli individui che in modo illusorio viene abbattuto dalla condivisione di informazioni e interattività dei Media. Di fatto ci stiamo disabituando a creare sorti di relazioni se non attraverso una tastiera. La creazione di macchine che “pensino” e siano in grado di risolvere “problemi” al nostro posto evitando così di farci assumere il rischio di commettere errori, cagionerà il nostro “saper ragionare”. Non ho idea di quale sarà il risultato ma di sicuro, per utilizzare un termine irrisorio di paragone, l’introduzione delle calcolatrici non ci ha aiutato a saper fare i conti a mente come facevano i nostri genitori.
Probabilmente (con molta probabilità oserei aggiungere) mi sbaglio, ma l’idea di aver qualcuno o qualcosa che pensa al mio posto non mi rende particolarmente spensierata, anzi mi preoccupa.
In fondo, a scuola ci impedivano con tutti i mezzi di copiare da un libro, e peggio ancora se copiavi da un altro. Perchè in questo caso è diverso??
Raymond Kurzweil (New York, 12 febbraio 1948) è un inventore, informatico e saggista statunitense.
È un pioniere nei campi del riconoscimento ottico dei caratteri (OCR), sintesi text-to-speech, tecnologie sul riconoscimento dei discorsi, strumenti da tastiera elettronici. È autore di numerosi libri sulla salute, l’intelligenza artificiale, il transumanesimo e la singolarità tecnologica.
Sua l’idea di dare alle tastiere la possibilità di simulare realisticamente il pianoforte aggiungendo alla simulazione del suono della corda i rumori prodotti dal corpo del piano.