Archive for the ‘università’ Category

Philip Kotler – Mktg Management

Una presentazione che “riassume” i concetti esposti nell’opera principale di Kotler 

Marketing Management 

A stessa detta di Kotler in occasione del seminario cui ha presenziato al Politecnico di Milano in data 17 giugno 2008 (link), le teorie espresse nel suo best seller (prima edizione 1967) sono, come è giusto, ormai superate… 

ma come è corretto allo stesso modo, è uno dei mattoni fondamentali per la conoscenza del marketing per esser in grado di capire il presente e innovare nel modo corretto. 

Per coloro fossero interessati alla versione pdf, è scaricabile dal boxnet nella colonna a lato, o al link: 

http://www.box.net/shared/ncpt5anzjh

Per chi invece volesse leggere la cronaca in diretta della conferenza del 17 giugno 2008, sul blog di OhMyMarketing trovate la completa trascrizione dell’evento

Nasce l’”Università della Singolarità”… papà? Google e Nasa!

Google e Nasa creano la prima “Università della Singolarità”  guidata dall’inventore e informatico Raymond Kurzweil (NYC – 12 febbraio 1948). 

Quesa organizzazione avrà come base e punto di partenza la dottrina futurista della singolarità tecnologica: 

La singolarità tecnologica è un punto, previsto nello sviluppo di una civilizzazione, dove il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani moderni. La Singolarità può, più specificamente, riferirsi all’avvento di una intelligenza superiore a quella umana, e ai progressi tecnologici che, a cascata, si presume seguirebbero, salvo un importante aumento artificiale delle facoltà intellettive di ciascun individuo”  (Wikipedia)

L’obiettivo quindi? Investire nell’addestramento dei “futurologi” che siano pronti a realizzare una prospettiva di mondo in cui le macchine saranno più intelligenti dell’uomo. 

Il punto di arrivo sarà la cosiddetta Convergenza Tecnologica in cui i calcolatori dotati di intelligenza avranno l’arduo compito di risolvere problemi al momento irrisolvibili per la mente umana a causa dei vincoli della capacità umana. La teoria statistica di I.J. Good dice infatti che una “macchina ultraintelligente potrebbe (in teoria) essere in grado di progettare macchine sempre migliori riuscendo addirittura a interpretare e apportare migliorie. Questo porterebbe a un’esplosione di intelligenza che lascerebbe indietro quella umana di un fattore n. La macchina ultraintelligente sarà di fatto l’ultima invenzione che l’uomo sarà in grado di compiere in autonomia”. 

L’Istituto si chiamerà “Singularity University”  e sorgerà proprio nella pop-uppiana Sylicon Valley e si ispirerà nell’organizzare le attività di studio all’Università Spaziale internazionale di Strasburgo basata su apprendimenti interdisciplini e multi-culturali.

La mia perplessità, nonostrante io sia una totale sostenitrice del progresso tecnologico, è se tutto questo sia “Sano”. Sano non in termini di etica, ma più che altro “Sano” per il nostro stesso destino. Già, di fatto, stiamo contribuendo noi stessi a innalzare un muro tra gli individui che in modo illusorio viene abbattuto dalla condivisione di informazioni e interattività dei Media. Di fatto ci stiamo disabituando a creare sorti di relazioni se non attraverso una tastiera. La creazione di macchine che “pensino” e siano in grado di risolvere “problemi” al nostro posto evitando così di farci assumere il rischio di commettere errori, cagionerà il nostro “saper ragionare”. Non ho idea di quale sarà il risultato ma di sicuro, per utilizzare un termine irrisorio di paragone, l’introduzione delle calcolatrici non ci ha aiutato a saper fare i conti a mente come facevano i nostri genitori.

Probabilmente (con molta probabilità oserei aggiungere) mi sbaglio, ma l’idea di aver qualcuno o qualcosa che pensa al mio posto non mi rende particolarmente spensierata, anzi mi preoccupa. 

In fondo, a scuola ci impedivano con tutti i mezzi di copiare da un libro, e peggio ancora se copiavi da un altro. Perchè in questo caso è diverso?? 

 

Raymond Kurzweil (New York, 12 febbraio 1948) è un inventore, informatico e saggista statunitense.

È un pioniere nei campi del riconoscimento ottico dei caratteri (OCR), sintesi text-to-speech, tecnologie sul riconoscimento dei discorsi, strumenti da tastiera elettronici. È autore di numerosi libri sulla salute, l’intelligenza artificiale, il transumanesimo e la singolarità tecnologica.

Sua l’idea di dare alle tastiere la possibilità di simulare realisticamente il pianoforte aggiungendo alla simulazione del suono della corda i rumori prodotti dal corpo del piano.

The Brand Gap Analysis

Uno dei maggiori problemi che le aziende si trovano ad affrontare al giorno d’oggi è quello di riuscire a creare un “ponte” tra il propio brand e il proprio prodotto. 

Il “ponte”, infatti, non ha funzione solo di risparmiare investimenti in comunicazione all’azienda, ma avrà come principale scopo quello di sostenerne e rinforzarne la Reputation. 

Per Corporate Reputation infatti non intendiamo solo il grado di affidabilità di una qualsiasi azienda produttrice o distributrice, ma ci riferiamo a un‘immagine che viene creata nella mente del consumatore ogni qual volta ne venga stimolato il ricordo. 

Oltre qundi ad essere veicolo di promozione, se ne è in grado l’azienda potrà sfruttarlo a proprio favore ottenendo un vantaggio competitivo nei confronti dei competitors. 

C’è un notevole dislivello infatti tra l’importanza che ricopre un cliente fedele e un cliente “innamorato” della marca. Il primo sarà dispoibile a spendere più del necessario e a chiudere un occhio di tanto in tanto per il prodotto che conosce e di cui ha stima, il cliente “lover” è in grado di spendere molto di più rispetto all’offerta della concorrenza, è disposto a chiudere un occhio più e più volte scusando addirittura l’azienda e cosa ancora più fondamentale, vi si riconosce ed è disposto a impegnarsi per far crescere l’azienda dando feedback e mettendosi in contatto e in relazione con la stessa. 

A seguire, un ottima presentazione realizzata da Marty Neumeier (president od Neutron LLC) che delinea in modo molto chiaro i vantaggi che si possono ottenere con una strategia di branding e case study che ritraggono aziende di successo (eg. HP – Ikea – Nokia)

La vera innovazione viene dai nostri clienti?

Come insegna Doc. Wikipedia, l’Innovazione è

L’implementazione di un prodotto nuovo o significativamente migliorato (sia esso un bene o un servizio), o di un processo, un nuovo metodo di marketing o un nuovo metodo organizzativo in ambito di business, luogo di lavoro o relazioni esterne.

Ok, ok, ma chi la spinge davvero?

Chi non si è mai sentito geniale nel vedere esauditi i propri desideri dopo mesi passati a pensare a quanto sarebbe stato bello avere un iPod che capisse da solo che tipo di musica avessimo voglia di ascoltare senza farci impazzire con lo zapping sfrenato da Mp3? Chi un anno fa non ha mai pensato che sarebbe stato carino (inutile…ma carino) avere un telefonino che avesse un sensore di movimento e adattasse l’orinetamento del display di conseguenza? E poi eccoci sorpresi dall’iPhone e da altri similari…

E allora? Sono le aziende che leggono nei nostri pensieri, o forse sono proprio i nostri bisogni e il nostro manifestarli palesemente (anche quando sono ridicoli) a smuovere le aziende e a realizzare prodotti che siano appetibili per il mercato e per il consumatore?

Come avviene la raccolta di feedback, l’analisi dei bisogni e l’implementazione del prodotto varia poi da azienda ad azienda seguendo modelli di business activity/organization che tengono presente costo e mercato di sbocco.

Il prezzo dell’innovazione infatti non può basarsi esclusivamente sull’analisi dei costi come tutti ci insegnano da tempo, spesso è il mercato a decidere quanto lo deve pagare e quanto deve costare al produttore. Quasi tutta la catena è già completa nella mente del consumatore (inconsciamente talvolta) nel momento in cui il produttore si accorge che ora di innovare.

Di fatto l’innovazione non è mai perfettamente on-time, è piuttosto condizione necessaria e sufficente per il mantenimento di quote di mercato, dei propri partners e addirittura fondamentale per la stessa sopravvivenza della Corporate.

A seguire una breve analisi del fenomeno dell’Innovazione attraverso una brillante presentazione a cura di Luca de Biase

 

WHAI WHAI il futuro di The Ruyi

Why WHAI WHAI? WHAI! WHAI? WHAI!

ROMA – In occasione del “festival della letteratura di viaggio” (25 -28 settembre) verrà presentata la seconda edizione del gioco interattivo per turisti promosso da LOG607. 

La prima è stata The Ruyi, di cui a seguire troviamo il promo che è stato trasmesso dalle reti nazionali: 

THE RUYI

 

 

 

 

Come è stata affrontata la comunicazione dai Media? Ecco l’approfondimento di SeiXUno:

Grazie a WHAI WHAI avremo la possibilità di divertirci e di scoprire le nostre città di eccellenza turistica e storica (VeneziaRoma e tra poco Firenze) sia online che tramite SMS dal cellulare o iPhone attraverso giochi, cacce al tesoro e divertenti anagrammi da decifrare. 

A seguire il promo di Roma:

Volete saperne di più? Qui a seguire dei link utili che vi aiuteranno a partecipare e ad aiutare Carlo Dolfin nella ricerca del Ruyi!

La lettera di Carlo Dolfin

Come si gioca

Obiettivo

Per i più scettici, A cosa Serve

In occasione di:

Festival Letteratura di Viaggio