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Intervista ad Alessandro Palmisano di BuyDifferent.it

Intervista ad ALESSANDRO PALMISANO

di BuyDifferent.it

Alessandro Palmisano

Ad inaugurare questa nuova sezione di Enjoythemarket.com abbiamo ospite Alessandro Palmisano, Marketing & Business Developer e co-fandatore di Buy Different.it.

Chi è Buy Different?

Buy different è un sito di e-commerce nato nel 2003, interamente dedicato al mondo apple.

Quali sono le vostre strategie di marketing?

La nostra mission è quella di diventare la soluzione completa e definitiva per le espansioni low cost di Mac. In tempo di crisi il prezzo è una leva molto forte e noi siamo in grado di garantire al consumatore un risparmio del 30-40% rispetto al retail fornendo ottimi livelli di qualità, servizio e assistenza con termini di garanzia superiori rispetto alle componentistiche vendute su e-bay o all’estero.

Che vantaggi reali ci sono con gli upgrade di memoria?

Anzitutto si ha un vantaggio di prezzo: con circa 150 euro è infatti poossibile velocizzare il proprio sistema sotituendo ram e hard disk rinunciando talvolta a dover sostituire il proprio mac aumentando velocità di elaborazione e quindi la propria produttività.

Qual’è il vostro rapporto con il Web 2.0?

Abbiamo scelto di aprire un blog per avere un canale diretto con il pubblico in cui fosse possbile fornire supporto, informazioni, trucchi, tips & tricks utili per il mondo apple oltre che a presentare i prodotti e le novità.

Abbiamo inoltre aperto una pagina su facebook che attualmente conta più di 300 fans ed è in costante crescita.

Come pensate di adattarvi nel rispetto dell’incoming Web 3.0?

Buy Different.it

Nelle prospettive di evoluzione del web alla 3.0 generation, stiamo lavorando per rendere la nostra piattaforma il più “intelligente” possibie per esser in grado di guidare il nostro utente nel minor tempo e con il minor margine di errore possibile all’acquisto di espansioni dedicate al suo sistema.

Attualmente abbiamo un catalogo e un indice molto intuitivo che, immettendo il modello del proprio Mac, vi indirizza a tutte le opzioni possibili in materia di espansioni.

In più abbiamo realizzato un programma “RamAssistant” che con una rapida installazione è in grado di identificare immediateamente quale sia l’espansione adatta per voi portandovi con un solo clic alla pagina di shopping on-line. Stiamo già lavorando alla nuova release che vi indicherà anche gli hard disk compatibili.

Per coloro che ad una forte integrazione web prediligono un rapporto più personale, vantiamo un forte servizio di customer-care che vi permette di esser accompagnati nelle fasi d’acquisto o più semplicemente per orientarvi con maggior professionalità tra i diversi prodotti offerti.

L’E-book: la star del momento o il futuro leader?

Puntiamo molto su questo nuovo media: da un lato perchè il formato ci è molto simpatico grazie alla sua facile gestione, dall’altro perchè con spirito da innovatori contiamo che l’E-Book possa rappresentare il futuro in campo editoriale e manualistico.

Buy Different ha deciso di aprire una sezione apposita nell’arco dell’ultimo anno raccogliendo notevole consenso tra il nostro pubblico grazie anche agli autori che collaborano con noi per la realizzazione di manuali e guide di approfondimento per il mondo Mac.

Tra i nostri autori annoveriamo Marco Freccero, editor de ilmac.net, e Luca Accomazzi, il più grande esperto mac in Italia.

Cos’è il BD Club ?

Il BD Club è un club di utenti fedeli al mondo Buy Different che attualmente conta circa 10.000 iscritti. Il nostro cliente, in fase di registrazione, può infatti decidere se entrare a farne parte beneficiando non solo di costanti aggiornamenti sui nuovi prodotti, ma di ricevere durante il corso dell’anno una serie di bonus, buoni sconti, guide e molto altro.

Un esempio? Pochi mesi fa, i nostri iscritti hanno avuto la possibilità di poter acquistare un Acer Aspire One sottocosto per un periodo di tempo limitato.

I nostri clienti possono usufruire della massima flessibilità nei pagamenti potendo scegliere se utilizzare la propria carta di credito, pay pal, bonifico o contrassegno.

I prodotti acquistati verranno spediti entro 48h dall’ordine.

Nei casi di malfunzionamento e prodotti difettosi, è sufficente inviare una e-mail per la richiesta di sostituzione. Il nuovo prodotto verrà spedito entro 48h con ritiro della merce non funzionante,

Maggior parte dei nostri prodotti ha una garanzia di 10 anni ad eccezione delle RAM TAKE MS, di cui siamo distrubori per l’italia, che sono garantite a vita.

Vedi Altre INTERVISTE Nella Sezione IntervisteWEB di EnjoyTheMarket.com

“Troppo tardi per le news a pagamento”

Sul Corriere della Sera Online esce oggi un intervista interessante a Layla Pavone (presidente IAB Italia) circa il futuro dei digital media. Ve la ripropongo:

MILANO – La crisi economica, congiunturale, e la crisi dell’editoria, che alcuni analisti indicano come strutturale, sono al centro di un ampio dibattito sul futuro dell’informazione, sui nuovi modelli di business e più in generale sul ruolo dei media nell’era del digitale. La flessione delle vendite e della pubblicità ha messo in crisi i quotidiani un po’ in tutto il mondo. Alcuni hanno chiuso l’edizione cartacea. Anche le versioni digitali, per quanto in costante crescita di utenza, risentono, seppur in modo meno evidente, della crisi economica. Secondo Iab Italia (Interactive Advertising Bureau), che raggruppa i più importanti operatori della pubblicità online, nel 2009 la crescita stimata del settore rispetto al 2008 sarà del 13,7%, pari a un valore complessivo del mercato di 931,35 milioni di euro. Un incremento importante, ma lontano dal 40% che il settore ha fatto registrare negli anni d’oro. Il fatto è che la sola pubblicità non è sufficiente a garantire la qualità dell’informazione online, ragione per cui alcuni editori, Rupert Murdoch in testa, stanno pensando di introdurre sistemi di pagamento per le news. Uno scenario che non entusiasma il presidente di Iab Italia Layla Pavone, che il 15 luglio affronterà questi temi in occasione dello Iab Forum ’99 di Roma.

Il futuro delle notizie online è a pagamento?
«E’ troppo tardi per fare pagare le notizie agli utenti, almeno se parliamo di internet, perché per quanto riguarda il mobile il discorso è già molto diverso. Sul web è difficile fare un passo indietro dopo quasi venti anni di notizie free. Personalmente non credo che l’informazione a pagamento possa avere un impatto positivo sui business model delle aziende editoriali».

Ma produrre notizie costa e i giornali che hanno chiuso l’edizione cartacea hanno dimostrato di non essere in grado di mantenere con la sola pubblicità online la qualità dell’informazione. Quale soluzione propone?
«Entertainment, giochi, video, musica, cinema: tutto questo si trova in internet solo da quando la banda larga ha dato impulso alla fruizione della rete e su questi settori si stanno costruendo realtà di business interessanti».

Il modello iTunes applicato all’informazione?
«Bisogna fare un distinguo: nel momento in cui fossi così bravo da proporre “snack news”, informazioni in pillole gratuite, e approfondimenti di alto valore e qualità forse gli utenti potrebbero essere disponibili a pagare quest’ultimi».

Ma dovremmo essere certi di proteggere il copyright. Chi sarebbe disposto a pagarle se fossero copiate e rese disponibili su altri siti in forma gratuita?
«Non credo si riesca a frenare il fenomeno della violazione del copyright, ma c’è un aspetto anche più importante che è il tempo. Se un sito riesce a mettermi in meno tempo in grado di trovare tutte le informazioni che mi servono, sarei disposta a pagare».

Quanto?
«Non si può più pensare che l’informazione costi tanto. Una persona oggi è abbonata a Sky, Mediaset Premium, servizi per cellulare e su internet: un conto familiare complissivo che può risultare pesante, per cui diventa necessario operare alcune scelte».

Ma lei quanto pagherebbe per una informazione che la soddisfi e le faccia risparmiare tempo?
«Sarei disposta a pagare un centinaio di euro l’anno per un abbonamento a un sito di informazione di qualità che sapesse darmi tutto questo».

E la formula ibrida con news gratuite e servizi a pagamento?
«Pensiamo alla musica, ai giochi, ai libri, ai corsi di lingua o di cucina, servizi e prodotti non necessariamente correlati all’informazione ma che vengono veicolati attraverso il brand a costi vantaggiosi per l’utente. Un po’ quello che i collaterali sono per il quotidiano, in fondo è la stessa cosa solo che quello che vendiamo è in forma digitale».

Un esempio concreto?
«Prendiamo il concerto degli U2. L’utente può leggere la recensione su Corriere.it, poi fa un clic e va su Dada.it e si compra l’ultimo Mp3, lo stesso per la foto di Bono o un libro sul gruppo musicale. Il segreto è diversificare strutturando organicamente un’offerta variabile che accontenti tutte le esigenze: dal lettore al consumatore».

Quali sono le prospettive della pubblicità tra carta e online?
«Si tratta di trovare il giusto equilibrio. La pubblicità è sempre stata una delle fonti più importanti di ricavi per l’informazione. Internet offre prospettive molto importanti per chi fa informazione o investimenti pubblicitari. Oggi siamo di fronte a un ventaglio di opportunità molto complesse. Bisogna cercare di ingaggiare gli individui. Con il web 2.0 le persone sono abituate a un ruolo da protagonisti o comunque di controllo dell’informazione e ciò vale anche per cosa si acquista».

La pubblicità online è rimasta legata ai vecchi schemi dello spazio, propri della carta. Non c’è un ritardo di innovazione?
«Il vero problema è che ci siamo dimenticati tutti, creativi e venditori, del consumatore. Dobbiamo fornire audience ma anche la conoscenza delle persone quando si vendono spazi pubblicitari. Dopo 30 anni favolosi dal punto di vista della pubblicità ci siamo dimenticati i fondamentali. Dobbiamo tornare a capire, ad ascoltare. Si è consumato un passaggio epocale, ma chi sta nelle poltrone importanti, chi ha fatto carriera su un sistema che appartiene al passato e non ha dato spazio ai giovani nati nell’era digitale ha una responsabilità non irrilevante nella gerontocrazia italiana».

Eppure si sono fatti passi da gigante in soli 15 anni…
«Ho venduto il primo banner in Italia nel 1996 a 30 lire. Il cliente non era soddisfatto. “Accendo il pc e non vedo la pubblicità” mi diceva. Il risultato fu che spesi più di bolletta telefonica per spiegargli come funzionano le cose in internet di quanto guadagnai. Oggi si riesce a tracciare un utente proteggendo i dati sensibili e a offrirgli una informazione più mirata».

Qual è il futuro dei media tra carta e online?
«Inevitabilità: è inutile spaventarsi per qualcosa che accade malgrado noi. Le nuove generazioni si informano in maniera diversa e in edicola non ci vanno. La variabile che possiamo sfruttare è il tempo. Se corriamo ai ripari una parte del sistema può ancora salvarsi. Il buono sta nel valore enorme che hanno i contenuti. Ci stiamo dimenticando che l’autorevolezza è data dalla qualità e dal valore dei contenuti che offriamo. Ci saranno morti e feriti, ma chi fa bene il suo lavoro alla fine non potrà che essere premiato».

Autore articolo: Marco Pratellesi

via coriere.it

Intervista a Laura Premoli di Enjoy The Market

Laura Premoli

 

“Le ragioni che mi hanno spinta ad aprire un blog sono le stesse che mi fanno andare avanti ogni giorno in questo campo, e cioè la voglia di scrivere liberamente, la voglia e la necessità di informare gli altri, il desiderio di essere ascoltati senza aver obbligato qualcuno a prestarti attenzione”

 

Uscita oggi su Liquida Magazine, Vi propongo l’intervista che mi ha visto protagonista per qualche riga ^^ [Leggi l'intera intervista]

^_^ Spero vi piaccia ^_^ 

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Da quanto tempo gestisci un blog?
Dal 2004 navigo attivamente su Internet realizzando contenuti dapprima per siti web e più recentemente per blog. Il mio primo blog è stato Enjoy the Market, nato nell’aprile 2007, inizialmente basato su piattaforma Blogger (by Google) poi, una volta consolidato il pubblico, diretto su piattaforma Wordpress con proprio dominio.

Quali blog leggi regolarmente?
Quanti? Troppi…. Se ne devo scegliere tre, seleziono sicuramente Crazy-Marketing.it perchè mi permette di raccogliere feed da oltre 50 blog su tematiche di marketing, comunicazione e hi-tech, come seconda risorsa
seleziono Ninja Marketing perché grazie al gran numero di collaboratori che ha in attivo mi permette di restare sempre aggiornata sugli ultimi trand della comunicazione e infine Marketing Alternatif che da sempre è tra i miei preferiti grazie alla eccellente qualità d’informazioni e dall’alto grado di aggiornamento delle notizie.

Perché hai cominciato?
Ottima domanda…. me lo chiedo sempre anch’io. In realtà all’inizio era la voglia di condividere con altri la mia passione per il marketing e crearmi una risorsa che mi permettesse di essere sempre aggiornata sul mondo del marketing e dell’high-tech. Ad oggi le ragioni sono diverse, come primo resta sempre la mia passione per il marketing e la tecnologia, ma dall’altro si è sviluppata e creata una sorta di “relazione” con i miei lettori e un affetto profondo verso il mio blog.
Solo ora mi rendo conto che le ragioni che mi hanno spinta ad aprire un blog sono le stesse che mi fanno andare avanti ogni giorno in questo campo, e cioè la voglia di scrivere liberamente, la voglia e la necessità di informare gli altri, il desiderio di essere ascoltati senza aver obbligato qualcuno a prestarti attenzione. In fondo un blog è questo: è la forma più democratica di informazione. L’utente sceglie in primis che tipo di informazione vuole ricevere, e solo dopo questo primo passo decide da chi ottenerle. Può sembrar scontato a molti, ma è per questa ragione che i blog sono così frequentati e per la stessa ragione, se sono abili, riescono ad essere più credibili di un qualsiasi mezzo di informazione tradizionale. [...]

–> Continua a leggere su Liquida <–

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Due Volte Wired….. !

Il weekend scorso, mentre soggiornavo in quel di Madrid, colta da una improvvisa voglia di leggere l’ultimo numero di Wired e troppo distante da casa per poterlo leggere in Italiano ho acquistato la versione originale americana. Beh, la grafica sicuramente meno pregiata ma i contenuti…. decisamene buoni e interessanti…come sempre!

Bene, tornata in Italia, il lunedì stesso mi reco in edicola per la versione italiana. Curiosa di leggere come Luna abbia progettato il secondo numero decido di passare la pausa pranzo io e il mio Wired e immergermi follemente nella lettura. 

Tra una foglia di insalata e l’altra mi accorgo che …. ehi! Ma questa l’ho già letta! Dove…. ah si, su Wired US…. bello! Interessante…. 

Beh, di fatto l’articolo ha un suo perchè, e la “formula segreta” che spiega di come il crollo di Wall Street fosse stato previsto illustrandone le cause che lo hanno scatenato è decisamente un argomento tosto e soprattutto attuale….

però…. almeno la grafica… i contenuti…. just a drag, drop and translate mi sembra un pò eccessivo per un giornale che si presenta come innovativo… 

Passando ai crostini e al tonno mi imbatto in colori e forme familiari…

Ma! Anche questa…. già vista…. no dai, le cover dell’iPhone più gettonate no…. non possono aver fatto lo stesso anche per questo…. e mentre mi convinco per il resto della giornata di non averlo visto sul suo omonimo US made, a casa ho purtroppo la conferma che anche questo, di fatto, è stato incollato cambiando giusto giusto qualche colore alla foto. 

Che delusione….. 

Non me la aspettavo proprio da Wired…. appena uscito, e già scarseggiano gli argomenti? 

Per carità, nulla di non palesato (le firme erano di fatto quelle degli autori degli articoli originali), però mi chiedo se a questo punto anche il numero uno prevedesse queste piccole “copiature” per riempire gli spazi…. e se soprattutto anche in futuro si verificheranno…. 

Spero vivamente di non assistere più a eventi di questo tipo….

di fatto mi sorge il dubbio che anche altri magazine internazionali non abbiano fatto manovre simili…. 

Non so francamente quanto questo possa essere o meno rispettoso nei confronti dei lettori…. io un pò di amaro ce l’ho, spero che i prossimi numeri diano una bella sterzata e correggano tutte quelle piccolezze lasciate al caso e, soprattutto, che spostino il sommario dalla 13a pagina a non più della 8a… :D Anche se si sa…. gli ADs sono sempre i benvenuti… però, per 4 euro…. diamo un pò di importanza anche al lettore, no? 

In bocca al lupo Wired, e mi raccomando….. 

For your reference… the photostreem dei due a confronto… 

Casiraghi Vs Lovable: Viral or not?

Eccezionale intervista che vede Cesare Casiraghi (socio e direttore creativo di Casiraghi & Greco -agenzia che ha curato la comunicazione di CheBanca!) e Anna Ricotti (marketing & product development director della divisione Lovable del Gruppo Branded Apparel Italia).

Nel video Casiraghi si propone sotto un profilo antagonista al mondo del Viral, considerandolo uno strumento di scarsa efficacia e poco utile per le aziende nonostante le false promesse fatte dalle diverse agenzie. 

Casiraghi nel video banalizza il concetto in sè di Viral Marketing e soprattutto manifesta un’estrema ignoranza dello strumento parlando di numeri senza pensare all’obiettivo, definendo ciò che funziona da ciò che non otterrà ritorno senza pesare l’importanza dell’empatia da creare con il proprio target e ai metodi per creare una corretta diffusione/sviluppo delle campagne di marketing.

Trasmette una sensazione di azienda senza orientamento al mercato in evoluzione, con estrema rigidità e staticità nelle sue operazioni e creazioni. Tutto il contrario di quel che dovrebbe essere invece una agenzia di comunicazione al giorno d’oggi: flessibile e capace di interagire, confrontarsi e comprendere i diversi tipi di mercati.

Ricotti, dal suo lato molto favorevole alle attività non-convenzionali come Viral on line e attività di Co-Marketing, fa emergere come il successo ottenuto dalla campagna Lovable del periodo di SanValentino abbia reso non solo Awareness per il Brand, ma anche un ritorno. 

Volutamente non esprimo pareri sui concetti espressi, ma voi ne avete tutto il diritto e lo spazio :wink:

A seguire la campagna Lovable di San Valentino 2009 e … visto che nell’embedd non si può vedere… ve lo dico io, ad oggi (3 Marzo 2009) ha realizzato 212869 visite ! Basteranno per esser considerato un buon virale? Io domani quasi quasi un acquisto me lo farei…. :wink:

 

Pubblicato: 11 Febbraio 2009

Visite al 3 marzo: 212869

Voti totali: 558

Pubblicato: 22 Gennaio 2009 

Visite al 3 marzo 2009:  66302

Voti totali: 659

[ See also Qual’è l’obiettivo dei Viral?? Sono davvero utili? ]